Nel 1959, mentre la NASA stava sviluppando il Saturn e l’esercito americano aveva in progettazione la sua flotta di ICBM Atlas, l’areunatica Americana concepì il missile Titan.
Inizialmente il Titan era come riserva per il ICBM Atlas ma l’areonautica vedendo il bisogno di programmi di automanutenzione per la supremazia satellitare, il Titan (e la facilità di lancio in Vanderburg in California) trovò la sua nicchia. Durante I suoi 50 anni di uso attivo il missile trasportò un numero di satelliti militari in diverse configurazioni.
Dopo il disastro Challenger nel 1986, il Titan trovò un rinnovato interesse dalla NASA e fu responsabile di numrosi voli commerciali, i quali includono le missioni Viking e Voyager su Marte e la recente missione Cassini su Saturno. I Titans erano meglio conosciuti dal pubblico come i veicoli di lancio per il programma Gemini della NASA.
La famiglia di Titan ha avuto la sua parte di problemi. Tre ICBM esplosero nei loro silo e parecchi furono persi nella fase di accensione o fallirono nella consegna del loro carico in orbita.
Il museo ha cinque membri della famiglia Titan in mostra. Da destra a sinistra: Titan I, Titan II, Titan 23B, Titan IIIC Centaur e il Titan IV.
Il Titan I (con l’insegan della USAF) volò nel 1965. Un missile di capacità media a due fasi e a carburante liquido, fu progettato per trasportare una testata militare di 4 megaton ad una traiettoria balistica di 1.400m.
Una seconda fase più grande era il marchio del Titan II, il missile che divenne la base per il resto della famiglia Titan (il secondo da sinistra). La più grande seconda fase aumentò la capacità di carico a 9 megaton. Questo missile era anche il disegno usato dal programma Gemini. Un altro esempio di questa configurazione è il missile che trasporta i visitatori del museo sulla piattaforma di Low Earth Orbit – è un Gemini V Titan II.
Il Titan nel mezzo è il 23B, primariamente usato per lanciare il satellite spia GAMBIT (KH-8) da Vandenburg AFB, la sua chiave di distinzione è la sua fase superiore Agena-D.
Durante l’evoluzione del pregetto il missile diventò più grande e razzi supplementari furono aggiunti per aumentare la sua capacità, come si può vedere nei due missili finali. Il quarto Titan (secondo da destra) è il IIIC Centaur. Il Centaur fu il primo con una fase alta ad alta energia, capace di trasportare carichi in deep space.
Il Titan a destra, il Titan IV, fu progettato nel 1988 e usato come trasporto di carichi nella Shuttle-class in spazio. Il sistema di razzi a carburante solido fu integrato completamente nel disegno e poteva utilizzare la fase superiore inerta (IUS) o la sua fase superiore.
I razzi Titan costano molto di più per laciarli a paragone degli Atlas V, in quanto utilizzano un carburante e ossidatore più cosotsi (Hydrazina e tetraossido di Nitrogeno). Per questa ragione I missili Titan furono ritirati e sostituiti da missili meno costosi (che usavano per esmpio cherosene o idrogeno).
L’ultimo volo Titan avvenne il 19 ottobre 2005 da Vandenburg AFB, lanciò senza problemi ciò che era presunto di essere un satellite termografico NRO.
For more information:
• http://en.wikipedia.org/wiki/Titan_rocket
• http://www.astronautix.com/lvfam/titan.htm
• http://www.geocities.com/titan_1_missile/specs.html
• http://www.geocities.com/saverocket/history.html
• http://commons.wikimedia.org/wiki/Titan_(Rocket)
• http://www.space.com/missionlaunches/sfn_051020_titan4_finalflight.html
Author(s): Jamey Sismondi (unknown date prior to 2007 December 31)





