Ism Apollolunarmodule It

Il Modulo Lunare Apollo (si scrive LM però si pronuncia ‘lem’, dal nome precedente, Lunar Excursion Module) era il componente del veicolo spaziale Apollo che abbandonava l’orbita lunare, compiva l’allunaggio e poi ritornava in orbita. Il LM fu costruito dalla Grumman Aircraft Engineering Corporation espressamente per il programma Apollo.

Il LM era composto da due parti (qui mostrate nella configurazione congiunta). La parte inferiore del veicolo (detta stadio di discesa) conteneva il motore di discesa, utilizzato per rallentare il LM di modo che la gravità lunare l’attirasse verso la superficie. Le zampe di atterraggio erano fornite di grandi cuscini per evitare che il veicolo sprofondasse nella superficie cedevole della luna, e per dare stabilità alla piattaforma che sarebbe poi diventata la rampa di lancio per risalire in orbita.

La parte superiore (detta stadio di ascesa) racchiudeva i due astronauti nello scomparto equipaggio di 6 metri quadrati. Questa parte disponeva inoltre di un motore a razzo che si innescava per lanciare nuovamente lo stadio di ascesa in orbita lunare, mentre lo stadio di discesa rimaneva sulla luna. Questo piccolo modulo si ricongiungeva con il Modulo di Comando (CM), che era rimasto in orbita mentre l’LM era sulla superficie lunare.

Si costruirono 16 LM per il programma Apollo; LM-2, 9 and 13 sono attualmente esibiti in vari musei (si dice che lo siano anche alcuni frammenti del LM-14). Tra i LM lanciati, molti sono rimasti distrutti quando sono stati abbandonati nell’atmosfera terrestre oppure deliberatamente fatti ricadere sulla luna. Tutti gli stadi di discesa utilizzati negli allunaggi sono rimasti sulla luna.

La parte inferiore del modulo conteneva una scaletta estensibile fino al modulo superiore. E’ questa la scaletta che si vede nel video del primo passo storico di Neil Armstrong sulla superficie lunare. Da notare che la scala non arrivava a toccare terra, ma rimaneva ad almeno un metro di altezza. Quel salto dall’ultima scaletta alla superficie lunare era davvero gigantesco per Armstrong, costretto com’era dall’ingombrante tuta spaziale che ne limitava al massimo i movimenti.

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